PRIMO GIORNO: LUNEDI 17 AGOSTO 2020 Cortona – Castiglion Fiorentino

Ritrovo dei Sigg. Partecipanti alle ore 5:30 nei luoghi convenuti e partenza in autopullman verso la Toscana. Sono previste alcune soste di servizio lungo il percorso. Pranzo libero a cura dei partecipanti in una stazione di servizio. Nel primo pomeriggio arrivo a Cortona, splendida e antichissima città etrusca, dove il suo passato medievale e rinascimentale è rimasto intriso nelle atmosfere, nel tessuto urbano, negli edifici monumentali e nel ricco patrimonio d’arte e cultura. Visita guidata della città: il Duomo, il Palazzo del Capitano del Popolo, il Palazzo Comunale, la Chiesa di San Francesco, la Fortezza Medicea (esternamente) e il Santuario di Santa Margherita.  Successiva partenza verso Castiglion Fiorentino, interessante borgo medioevale sulle pendici di un colle cinto da mura e torri duecentesche. Passeggiata nel centro storico caratterizzato dal Loggiato vasariano, dal Palazzo comunale (sec. XVI) e dal Cassero (sec. XI-XII). Trasferimento in hotel a Siena o dintorni, sistemazione nelle camere riservate, cena e pernottamento.

SECONDO GIORNO: MARTEDI 18 AGOSTO 2020 Monteriggioni – Badia a Isola – Colle Val d’Elsa – Siena

Prima colazione in hotel. Nella mattinata partenza verso la Val d’Elsa, situata tra le province di Firenze e Siena, distinto dal corso del fiume Elsa che attraversa una campagna molto suggestiva “quasi da togliere il fiato”. La Val d’Elsa conserva un patrimonio storico-artistico, caratterizzato da pievi, chiese, antichi monumenti e nobili residenze. Questa zona fin dal medioevo si è sempre distinta per la lavorazione del vetro, diverse le vetrerie presenti, nelle quali molti giovani vi giungevano da tutta Europa per imparare l’arte del vetro. Si giunge a Monteriggioni, uno dei borghi fortificati e più significativi del territorio, rimasto tuttora intatto.  ll paese costruito dai senesi tra il  1213 e il 1219 per scopi difensivi, sorge su una collina (monte Ala) e si affaccia sulla via Cassia-Francigena. Le mura hanno una lunghezza di 570 metri e uno spessore di 2 metri, sono definite da 15 torri e aperte da due porte: Porta Franca (verso Siena) e Porta San Giovanni (verso Firenze). La fortezza di Monteriggioni era in origine circondata dalle “Carbonaie”, un fossato riempito di carbone, il quale durante gli assalti veniva incendiato. Le gigantesche torri impressionarono anche Dante, che le ricorda nel XXI canto dell’Inferno. Passeggiata guidata nel centro storico dove si vede Piazza Roma su cui si erge la chiesa di S. Maria Assunta. Proseguimento per la visita di Badia a Isola.  La fondazione dell’abbazia di S. Salvatore all’Isola, risalente al 1001, si deve ad Ava, nobildonna della famiglia dei Lambardi di Staggia. Il luogo in cui sorge il monastero – che come ricorda il nome era un tempo circondato dall’acqua – fu scelto per la posizione strategica a controllo della Via Francigena, della quale Borgonuovo (poi Abbadia Isola) costituiva un punto di sosta già dalla fine del X secolo. Nel corso dei secoli  successivi una delle principali funzioni dell’abbazia continuò ad essere proprio quella ospedaliera, ovvero di ricovero e ospitalità per i viandanti in transito verso Roma. A partire dalla fondazione il monastero conobbe un’ ascesa economica e politica, che sarebbe continuata fin verso la metà del Duecento. Successivamente cominciò un lento declino che nel 1446 portò all’aggregazione del monastero a quello di S. Eugenio vicino a Siena. Il complesso è dominato dalla chiesa romanica, serrata da un piccolo borgo e da resti di fortificazioni medievali. All’interno della chiesa si conservano pregevoli opere d’arte, tra le quali il bel polittico dell’altare maggiore risalente al XV secolo. Successiva partenza verso Colle Val d’Elsa . Attraversata dall’antica via Francigena, è stata animata da pellegrini e viaggiatori, che si fermavano a riposare ai piedi delle sue case-torri. La cittadina si distribuisce su tre livelli: il Borgo al quale si accede da Porta Nuova, definito da nobili palazzi cinque-seicenteschi, il Castello o Colle Alta che ancora oggi conserva l’aspetto medioevale, luogo del potere civile e religioso, infine il Piano o Colle Bassa, caratterizzato dall’antico borgo di Spugna che sfruttava le acque dell’Elsa per la lavorazione della lana, della carta e del vetro. Percorrendo la via principale di Colle, via di Castello, si vedono la casa-torre dell’architetto Arnolfo di Cambio, il trecentesco palazzo dei Priori che ospita il Museo di Arte Sacra e il Museo Civico (visita esterna), il Duomo barocco, nel cui interno, sull’altare maggiore c’è un Crocifisso attribuito al Giambologna. Inoltre in piazza Duomo si trova il trecentesco Palazzo Pretorio con il Museo Archeologico (visita esterna). Colle Val d’Elsa è famosa per la produzione del cristallo, a cui è dedicato il Museo del Cristallo (visita esterna) allestito in uno spazio sotterraneo nell’area che un tempo era occupata da una delle fornaci dell’ottocentesca fabbrica di Cristallerie e Vetrerie Schmidt (l’ex vetreria Boschi). Proprio nel borgo alla fine del Cinquecento ebbe origine l’industria del vetro, progenitrice del cristallo per il quale Colle Val d’Elsa è famosa in tutto il mondo. Secondo i dati diffusi dallo stesso Museo, nel borgo colligiano si produce il 95% di tutto il cristallo d’Italia e quasi il 15% di quello mondiale. Pranzo con lunch box fornito dall’hotel. Nel pomeriggio visita guidata di Siena,  splendida città medioevale che deve la sua fortuna ai commerci e alle antiche attività bancarie. Un tempo acerrima rivale di Firenze, è rimasta pressoché intatta in tutta la magnificenza del suo periodo aureo (1260-1348).  Circondata dai boschi del Chianti da un lato, dalle crete dall’altro, la città sembra adagiarsi su una collina in posizione centrale rispetto alle terre da sempre dominate. La famosa città del Palio e delle contrade affascina per i mille colori delle sue bandiere, per i suoi vicoli tortuosi, per la perfezione dei suoi monumenti gotici, per la fama dei suoi figli illustri e per la bontà dei prodotti che vi si possono gustare. Il centro storico è un museo a cielo aperto dove tutti i monumenti riportano indietro nel tempo, quando la pittura senese primeggiava a livello europeo. Spettacolare la piazza del Campo con l’insolita forma a conchiglia e con l’altissima Torre del Mangia, famosa per il Palio, centro della città da cui si diramano le strade verso il Duomo, le chiese di S. Domenico e di S. Caterina e Piazza Salimbeni. Nella serata rientro in hotel, cena e pernottamento.

 TERZO GIORNO: MERCOLEDI 19 AGOSTO 2020 Asciano – Abbazia Monte Oliveto Maggiore – Buonconvento

Prima colazione in hotel. Partenza verso Asciano, il principale paese dell’area delle Crete. L’attuale centro storico, di origini medievali, conserva pregevoli monumenti. La parte occidentale e meridionale del territorio comunale si caratterizza per un susseguirsi di biancane e calanchi che formano il suggestivo paesaggio dalle caratteristiche lunari delle crete senesi, conosciuto fin dal Medioevo come Deserto di Accona. Da vedere la Collegiata di Sant’Agata, dalla facciata di pietra grigia, nel cui interno sono conservati due interessanti affreschi cinquecenteschi. Poi Palazzo Corboli, appartenuto alla famiglia nobile senese Bandinelli, conserva alcuni curiosi affreschi allegorici del XIV secolo. Recentemente restaurato è sede del Museo Civico Archeologico e d’Arte Sacra (visita esterna). Successiva partenza verso l’Abbazia benedettina  di Monte Oliveto Maggiore. Il luogo, di sua natura solitario e selvaggio, è uno stupendo esempio di bellezza artistica e spirituale.   Sul colle svetta una selva di cipressi che frammisti a pini, querce, olivi formano un parco meraviglioso. Da tre parti, precipizi naturali circondano come una grande muraglia l’abbazia.  La storia dell’abbazia di Monte Oliveto Maggiore cominciò a Siena intorno al 1313. Un quarantenne di nobile famiglia, conosciuto con il nome di Giovanni de’ Tolomei, insieme a Patrizio Patrizi, Ambrogio Piccolomini e alcuni altri sodali senesi decisero di ritirarsi in uno sperduto possedimento della famiglia Tolomei, a sud di Siena. Qui trascorsero anni di vita semi-ascetica fino a quando nel 1319, anche per non essere confusi con le varie sette eretiche di fraticelli che abbondavano nella penisola, furono riconosciuti come congregazione dal vescovo di Arezzo Guido Tarlati Pietramala. La struttura di Monte Oliveto Maggiore ricalca la classica impostazione delle abbazie benedettine: una grande chiesa, un chiostro principale e altri più piccoli, un’aula capitolare e un refettorio. Nel caso dell’abbazia di Monte Oliveto Maggiore a questi si aggiunge una grande biblioteca. La visita inizia dalla Chiesa, costruita nei primi del ‘400, la quale ha l’aspetto di un museo di arte sacra, dove oltre a splendidi dipinti si possono ammirare statue e grandiose opere a intarsio, come il leggio del coro. Dalla chiesa si accede al Chiostro Grande, affrescato da Luca Signorelli e da Antonio Bazzi detto il Sodoma. Si prosegue entrando nel refettorio e salendo le scale che conducono all’aula capitolare e alla grande biblioteca. Pranzo con lunch box fornito dall’hotel. Nel pomeriggio partenza verso Buonconvento,  paesino molto grazioso nelle Crete Senesi,  recentemente nominato comune tra i borghi più belli d’Italia. Il nome deriva dal latino bonus conventus e ha il significato di comunità felice, fortunata che gode della fertilità della terra e dei vantaggi derivanti dalla vicinanza dei fiumi Arbia e Ombrone, nonché dall’ottima posizione presso il guado del fiume sull’importante Via Francigena o Romea. Sulla facciata dell’antico Palazzo Comunale si trovano ancora 25 stemmi degli antichi podestà che governarono Buonconvento fino al 1270. Anche se parzialmente distrutto durante la seconda Guerra Mondiale, il piccolo borgo è ancora oggi circondato dalle mura turrite costruite a partire dal 1371, lungo le quali si aprivano due porte d’ingresso: Porta Senese al nord verso Siena, e Porta Romana al sud, distrutta nel 1944 dai tedeschi in ritirata. Nella serata rientro in hotel a Siena o dintorni, cena e pernottamento.

QUARTO GIORNO: GIOVEDI 20 AGOSTO 2020 Trequanda – Petroio – Montepulciano

Prima colazione in hotel e partenza.  Percorrendo una strada immersa tra le colline si giunge a Trequanda,  borgo medioevale arroccato sulle colline della Val di Chiana. Un’oasi di pace, ricca di storia e dall’atmosfera quasi fiabesca. Trequanda è stato recentemente insignito della prestigiosa Bandiera Arancione del Touring Club. Nel 2018 è stato inoltre inserito nel registro nazionale dei paesaggi rurali storici. Caratteristiche che lo rendono un luogo unico, da vivere in tutta la sua bellezza. Il borgo è circondato da una cinta muraria quasi intatta. È possibile accedere al centro storico tramite due porte: Porta al Sole, che si affaccia sulla campagna senese, e Porta al Leccio, che invece osserva i boschi. Piazza Garibaldi rappresenta il cuore della vita cittadina, qui è prevista la visita della chiesa romanica dei Santi Pietro e Andrea. L’interno custodisce varie opere di un certo valore artistico, tra cui un’urna in cui riposano i resti della Beata Bonizzella Cacciaconti, vissuta tra il 1230 e il 1300. Una figura legata alla storia del paese, e a cui sono attribuiti alcuni prodigi, sia in vita che dopo la sua morte. Trasferimento a Petroio, delizioso borgo medievale abbarbicato su di un colle e dove i resti delle vecchie mura, le antiche case,  i palazzi  e le chiese hanno conservato il caldo color biondo dell’arenaria con cui è stato interamente costruito. Importante tradizione artigianale è la produzione di manufatti di terracotta. Pranzo libero a cura dei partecipanti. Proseguimento verso Montepulciano, situato sul crinale che spartisce la Val D’Orcia dalla Val di Chiana. Questo splendido borgo rinascimentale, di impianto medievale, è calato in un paesaggio da cartolina, che in qualunque direzione si spinga lo sguardo rimanda alla più classica e diffusa idea di campagna Toscana, quella dove si inseguono onde di colline e campi dorati punteggiati di cipressi. L’area di Montepulciano, con i suoi ottimi vigneti, è considerata una delle migliori regioni vinicole al mondo. Montepulciano infatti è la patria del Vino Nobile uno dei più pregiati rossi italiani DOCG. Visita di una cantina e degustazione di vino DOCG di Montepulciano accompagnata da un assaggino di prodotti tipici della zona. Passeggiata guidata nell’elegante centro storico. Varcando Porta al Prato, nella parte bassa della città, il corso conduce fino al culmine della collina, dove sorge Piazza Grande, in un susseguirsi di imponenti palazzi rinascimentali, botteghe artigiane e chiese dalle splendide facciate. Da vedere anche la bella torre e la facciata gotica del Palazzo Comunale e infine il Duomo, risalente alla fine del XVI secolo. Rientro in pullman e breve sosta per ammirare il tempio della Madonna di San Biagio, opera di Antonio da Sangallo il Vecchio, altissimo esempio di architettura rinascimentale. Nella serata trasferimento in hotel a Chianciano Terme o dintorni, sistemazione nelle camere riservate, cena e pernottamento.

QUINTO GIORNO: VENERDI 21 AGOSTO 2020 Monticchiello – Bagno Vignoni – Castiglion d’Orcia – Ab. S’Antimo

Prima colazione in hotel e partenza. I bellissimi paesaggi della Val d’Orcia sono costellati da tanti piccoli borghi, ciascuno con la propria incredibile storia, in cui il tempo scorre ancora lentamente. Mattinata dedicata alla scoperta di Monticchiello, borgo medievale cinto da mura, con torri e un cassero del XIII secolo, caratterizzato da viuzze intricate e salite, strade strettissime e case di pietra che offrono improvvisi scorci sul panorama della val d’Orcia veramente indimenticabili. Poi si giunge a Bagno Vignoni, piccola stazione termale di grande fascino tutta concentrata attorno all’antica grande vasca di acqua solforosa, una sorta di fumante piazza d’acqua amata anche da Lorenzo il Magnifico e in tempi recenti sfondo scenografico di numerosi film. Viaggiando in pullman si vede la Rocca di Tentennano, imponente cassero posto sulla cima di un colle calcareo che svetta sulla Val d’Orcia e sovrasta il piccolo borgo medievale di Rocca d’Orcia. La rocca fu un insediamento strategico per le sentinelle che sorvegliavano la Val d’Orcia tra il IX e il XIV secolo. Inoltre fu teatro di un duro scontro fra la famiglia Salimbeni e la Repubblica di Siena, la quale riuscì a ottenerla nel 1408. Dopo altri due secoli di utilizzo come punto di vedetta, la rocca fu di nuovo teatro di scontro nel XVI secolo fra senesi e fiorentini. Da qui, un breve percorso conduce a Castiglione d’Orcia, scrigno di bellezza e di notevoli opere artistiche. Di interesse artistico piazza Il Vecchietta,  dedicata a Lorenzo di Pietro (1412-1480) detto appunto il Vecchietta nato a Castiglione. La piazza è situata nel cuore del centro storico ed è sede del Comune: in pendio e lastricata con un acciottolato di pietre non lavorate, ha al centro un pozzo di travertino del XV secolo. Altri monumenti da visitare sono la chiesa di Santa Maria Maddalena e la pieve dei Santi Stefano e Degna. L’ultima visita di questa giornata è l’Abbazia benedettina di Sant’Antimo, una delle testimonianze architettoniche più significative dell’epoca romanica. Sorge su un pianoro circondato da colline dietro le quali sono le cave che hanno fornito la pietra stupenda con cui la chiesa è in gran parte costruita: l’alabastro che dona al suo interno una particolare luminosità.  Pranzo con lunch box fornito dall’hotel in corso di escursione. Nella serata rientro in hotel, cena e pernottamento.

 SESTO GIORNO: SABATO 22 AGOSTO 2020 Pienza – San Quirico d’Orcia

Prima colazione in hotel. Nella  mattinata visita guidata di Pienza, cittadina dall’inconfondibile bellezza artistica e storica, dal 1996 riconosciuta dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità. La storia di Pienza è legata a quella di Enea Silvio Piccolomini nato a Pienza il 18 ottobre 1405 e diventato Papa nel 1458 con il nome di Pio II. Grande umanista Pio II volle trasformare la natia Pienza (Corsignano) da piccolo borgo medioevale in una residenza papale in stile rinascimentale. Del progetto originale del 1459 pensato e disegnato da Bernardo Gambarelli detto il Rossellino (allievo di Leon Battista Alberti) oggi rimangono molti palazzi quattrocenteschi specie lungo corso Rossellino e piazza Pio II su cui si affacciano la Cattedrale e i principali palazzi storici di Pienza. I lavori durarono poco più di tre anni e il 29 agosto 1462 per la festività di San Giovanni Battista, Pio II consacrò la Cattedrale e inaugurò la nuova città di Pienza. Ma ne Pio II e ne il Rossellino poterono godere a lungo della loro creatura. Legati da uno strano destino morirono entrambi a distanza di due mesi l’uno dall’altro nel 1464. Pienza è ben nota anche per il suo unico e inimitabile pecorino. Pranzo light con menu degustazione a base di formaggio pecorino di Pienza, salumi di cinta, pane, dolce di ricotta fresca e un calice di vino di Montepulciano. Nel pomeriggio proseguimento verso San Quirico d’Orcia, antico borgo fortificato lunga la Via Francigena,  dove i pellegrini in viaggio verso la Città Eterna potevano trovare luoghi di accoglienza. Il borgo mostra ancora oggi la sua struttura medioevale e si trova all’ interno di una cinta muraria, divisa dalla via principale, Via Dante Alighieri. Da vedere:  la Collegiata dei Santi Quirico e Giulitta, chiesa romanica con elementi gotici e barocchi, Palazzo Chigi, sede del comune della città, Piazza della Libertà, la Chiesa di San Francesco, detta anche Chiesa della Madonna, in quanto ospita la statua di terracotta della Madonna, opera di Andrea della Robbia e infine la Chiesa di Santa Maria Assunta. Nella serata rientro in hotel, cena e pernottamento.

SETTIMO GIORNO: DOMENICA 23 AGOSTO 2020 Abbadia San Salvatore – luoghi di origine

Prima colazione in hotel. Partenza verso Abbadia San Salvatore, il paese più vicino al Monte Amiata.  Il bellissimo borgo, che si conserva quasi intatto con strette e pittoresche stradine, era sorto per affiancare i monaci benedettini dell’Abbazia di San Salvatore nella loro dura vita di preghiera e lavoro. Il monastero, prima benedettino poi cistercense, sorse intorno al 750 per volere del re longobardo Rachis per il controllo della via Francigena nella vallata sottostante. Dell’Abbazia, che per un millennio irradiò il suo potere (non solo religioso) in tutta la zona orientale dell’Amiata, restano la chiesa, tratti di mura e la magnifica cripta. Il potere di questa abbazia si scontrò poi con gli Aldobrandeschi che si installarono sul versante occidentale dell’Amiata. La comunità di monaci ebbe grande importanza nella storia dei rapporti fra Papato e Impero. Piacevole passeggiata nel centro storico, dove si potranno vedere: l’Abbazia di San Salvatore, le chiese,  il Palazzo del Podestà, il Palazzo del Popolo e le altre costruzioni medievali. Abbadia San Salvatore negli ultimi due secoli si è sviluppata grazie alle miniere di mercurio e cinabro, che nonostante le durissime condizioni di vita dei minatori, sono state sfruttate fino al 1987.  La miniera ormai dismessa è stata trasformata in un Museo Minerario dedicato alla geologia, alla storia dello sfruttamento del minerale, al lavoro in galleria e nell’impianto metallurgico, alla vita quotidiana dei minatori. Fuori dal Museo si può osservare uno dei convogli a scartamento ridotto che venivano utilizzati nelle gallerie. Pranzo in ristorante. Nel pomeriggio inizio del viaggio di rientro. L’arrivo a casa è previsto nella serata.